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Valutazione logopedica

I ritardi e i difetti del linguaggio, le difficoltà della pronuncia e dell’apprendimento sono una condizione frequente nell’età prescolare e si manifestano con quadri clinici molto diversi tra loro. Se si riscontra un ritardo nello sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a è importante parlarne con il proprio pediatra, che potrà consigliare una valutazione logopedica.

Centro Geode offre la possibilità di effettuare tale valutazione definendo il piano di intervento più opportuno.

Per poter conoscere il bambino e la patologia del linguaggio che lo riguarda, è indispensabile svolgere una valutazione logopedica mirata e approfondita della problematica che si presenta.

Il logopedista esamina le capacità conversazionali del bambino e le sue capacità di esprimersi attraverso il linguaggio tramite prove e colloqui allo scopo di individuare i suoi punti deboli e i suoi punti di forza.

La valutazione logopedica comprende un primo colloquio con i genitori per raccogliere informazioni sullo sviluppo comunicativo e linguistico del bambino e sulle sue modalità comunicative con una breve osservazione e la compilazione della sua cartella. La valutazione del linguaggio avviene sempre in contesti ludici con somministrazione di test standardizzati che permettono di comprendere l’esistenza di un ritardo e la sua entità.

Si potrà così definire il deficit di linguaggio, e si potrà avviare un percorso di trattamento per quanto riguarda il disturbo specifico se individuato (esempio deficit fonologico, semantico, pragmatico, ecc.).

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Valutazione Neuropsicomotoria

La terapia neuropsicomotoria individuale è utile quando si verificano blocchi o rallentamenti nel processo di maturazione dei bambini: disturbi dell’espressività motoria, ritardi dello sviluppo psicomotorio, ritardi cognitivi, disturbi e ritardi del linguaggio, difficoltà relazionali (chiusure, aggressività o inibizione), difficoltà comportamentali.

Il percorso terapeutico incomincia con una  VALUTAZIONE NEUROPSICOMOTORIA.

Viene fissato un primo colloquio tra i genitori e il terapista in cui viene raccolta l’anamnesi famigliare e del bambino e in cui i genitori raccontano il loro vissuto e le problematiche emerse che li spingono alla ricerca di un trattamento neuro psicomotorio.

Dopo questo colloquio conoscitivo, si fissano alcuni incontri con il bambino di osservazione.
L’osservazione nella sua globalità deve evidenziare la capacità e il potenziale del bambino nello stabilire un rapporto con l’altro; eventuali interessi e desideri;  come si muove ed agisce; se e come comunica utilizzando i mezzi che ha a disposizione… Vengono poi somministrati dei test specifici in relazione all’ età del bambino e alle sue difficoltà.

Al termine degli incontri viene fissato un colloquio di restituzione con i genitori nel quale il terapista racconta ciò che emerso durante le sedute valutative e viene rilasciata una relazione scritta.

Infine viene  proposto e spiegato il progetto riabilitativo individuale e personalizzato di trattamento, che deve necessariamente essere compreso e condiviso dai genitori.

Il percorso di valutazione neuropsicomotoria si svolge in uno spazio adeguato che favorisce gli aspetti creativi, espressivi e la formazione del pensiero del bambino.

A volte la scuola è anche…metodo di studio

Consapevolezza di non aver studiato abbastanza…

Paura delle conseguenze di un interrogazione andata male…

Le prime interrogazioni possono essere spaventose, e a volte quando una va male si viene colpiti dalla consapevolezza di non aver studiato abbastanza o il timore di deludere i genitori

Stare a scuola porte con sé un vortice di emozioni.

Queste emozioni fanno parte di un processo di apprendimento, e queste esperienze possono essere utilizzate per capire cosa si può fare per trovare la motivazione allo studio e la forza di affrontare le sfide con determinazione. Davvero ogni errore è una possibilità di crescita!

Molti ragazzi, ogni giorno sempre più, hanno un rendimento scolastico inferiore alle loro capacità, non tanto perché privi delle risorse cognitive di base necessarie, ma perché non hanno un atteggiamento adeguato verso l’apprendimento e/o un metodo di studio flessibile alle richieste della scuola.

Arrivare a malapena, o non arrivare, alla sufficienza, osservare come l’insuccesso scolastico si intreccia anche con la scarsa stima di sé e delle proprie capacità, scarsa motivazione… sono fonti di disagio e di preoccupazione.

Valorizzando i personali punti di forza ed acquisendo consapevolezza delle proprie fragilità e fatiche, si può intraprendere un percorso che poterle affronta e superare.

Approfondisci il percorso “metodo di studio” ( disturbi di apprendimento) che , partendo dalla valutazione dello stile di apprendimento, permette di definire strategie di potenziamento cognitivo che porteranno a saper studiare meglio utilizzando tecniche avanzate di :

  • studio del testo
  • schematizzazione
  • memorizzazione

sviluppando nel contempo strategie di organizzazione dello studio e del ripasso.

La scoperta inoltre dei “propri segni” di ansia e stress, che a volte compromettono l’esito di interrogazioni e verifiche, permette di poter tenere sotto controllo queste manifestazioni, orientandole verso l’obiettivo desiderato, e trasformando così le nostre emozioni in alleate per lo studio.

Nilges Francesca , Responsabile Centro Geode


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Quando la “R” non arriva: i consigli della logopedista

“Il mio bambino non sa dire la “R”. Cosa posso fare?” è una delle richieste più frequenti che i genitori rivolgono alla Dr.ssa Francesca Brignoli, logopedista del Centro Geode.

Intorno ai 4-5 anni, nel linguaggio dei bambini, si inizia a fare attenzione alla R. Alcuni di loro, infatti, hanno difficoltà a pronunciarla correttamente: ma quando è il caso di preoccuparsi? C’è qualcosa che possiamo fare per favorirne la comparsa?

Ecco i consigli di Francesca Brignoli: come intervenire e quando è meglio rivolgersi a un logopedista.

“Un verde ramarro correva al ruscello” oppure “Tigre contro tigre”.
Alzi la mano chi non è mai stato invitato a pronunciare uno dei classici scioglilingua che tradizionalmente vengono proposti per verificare l’abilità di produrre la lettera R: uno dei fonemi più particolari e, anche secondo la nostra logopedista, difficili da eseguire nella lingua italiana. Ma anche uno dei più presenti nelle parole del nostro vocabolario.

Intorno ai 4 anni si stima che il 20% circa dei bambini non la sappia ancora dire.
C’è qualcosa che possiamo fare per favorirne la comparsa?

Per prima cosa osserviamo noi stessi: come pronunciamo la erre?

Da manuale di fonetica la R è un fonema vibrante alveolare sonoro, ciò significa che viene prodotta con la punta della lingua posizionata dietro gli incisivi superiori, in una posizione tonica ma nello stesso tempo elastica, tale per cui il flusso d’aria proveniente dai polmoni possa mettere la lingua in vibrazione.
Sì, avete capito bene! La lingua non ha al suo interno un motorino che vibra. È l’aria che la fa muovere passando, mentre le corde vocali stanno producendo la voce e quindi anch’esse vibrano. Il resto della lingua va ben contenuta dentro l’arcata dentale superiore in modo che non ci siano sfiati laterali e tutta l’aria possa essere convogliata, attraverso un canale centrale, verso la punta. Facile, no?
Per la maggior parte dei bambini produrre la R è naturale e già un buon 50% è in grado di
farla vibrare naturalmente entro i 3 anni. Alcuni bambini – continua la logopedista Francesca Brignoli – per quest’età avranno già adottato spontaneamente una R con vibrazione posteriore, la cosiddetta R moscia o R francese; in questo caso non è la punta della lingua a vibrare ma è una porzione mediana o posteriore
che va ad incontrare il fondo del palato o le pareti faringee.

Perché una o perché l’altra?
Dipende dalla grandezza della lingua, dall’assetto delle sue fibre muscolari: la lingua è complessa e composta da una ventina di muscoli tra i suoi propri interni e quelli che la collegano alle altre parti della bocca.

Un altro aspetto molto importante per la R è la lunghezza e lo spessore del frenulo sublinguale (quel filettino che vediamo sotto la lingua se la solleviamo): se è corto difficilmente avremo una R di punta.

Differenze tra aspetto fono-articolatorio e fonologico

Fin qui abbiamo parlato degli aspetti più meccanici ma non dobbiamo dimenticare che il livello di attenzione che il bambino ha verso la sequenza dei suoni che sente e produce può ritardare o favorire la loro corretta successione mentre parla. Questo aspetto crea un’importante differenza, per il logopedista, tra una questione puramente fono-articolatoria (non riesco a dire bene quella lettera ma la riconosco e so dove andrebbe messa nelle parole) e una questione fonologica (faccio fatica a capire dove esattamente dovrei mettere questo suono nelle parole, posso confonderlo con altri suoni).

  • Nel primo caso basterà allenare i muscoli e la coordinazione della lingua, eventualmente con l’aiuto di uno spazzolino elettrico speciale.
  • Nel secondo caso si faranno dei giochi anche a livello di discriminazione uditiva per imparare a sentire e riconoscere la R all’interno di stringhe di suono via via più complesse.

Nelle parole che usiamo quotidianamente possiamo trovare la R in prima posizione oppure tra due vocali, talvolta doppia o vicina ad altre consonanti (ramo, fiore, torre, pranzo, braccio, treno, drago, crudo, grande, fresco, porta, parco, merlo, morso, marcia…).
Il logopedista sa che le combinazioni sono veramente tantissime e ogni bambino potrebbe trovare più semplice eseguire la R in una certa sequenza di suoni piuttosto che in un’altra. Generalmente i bambini che non producono ancora la R tendono a sostituirla con la L o talvolta con la N, oppure non la pronunciano del tutto.

Come capire se il nostro bambino è un buon candidato per sviluppare in autonomia la classica erre di punta?

Se al posto della R dice la L, ma facendogli dire velocemente TLA TLA TLA si sente in realtà un TRA TRA TRA e il bambino percepisce la differenza tra questi suoni, vedrete che la R non tarderà ad arrivare. Quindi si può facilitarne la comparsa tonificando la lingua con degli schiocchi (come quando si imita il suono del trotto del cavallo).
Se invece il bambino ha sviluppato in autonomia una R posteriore e mentre parla la usa già in tutte le posizioni (iniziale, mediana, doppia, preconsonantica, postconsonantica) in maniera fluida e comoda, va benissimo così. Accettiamo e valorizziamo questa sua abilità.
Con la R moscia si può fare tutto, anche diventare logopedista! E se vostro figlio lo desidererà sarà sempre in tempo a provare a dire anche la R di punta con il supporto adatto a lui e l’allenamento necessario.

Quando è meglio rivolgersi a un logopedista?

Se verso i cinque anni vostro figlio ancora sostituisce la R con la L oppure non marca proprio quella posizione nelle parole è utile portarlo da un logopedista che potrà valutare il quadro fonetico-fonologico generale ed eventualmente proporre delle attività utili, in primo luogo a favorire l’attenzione sulla corretta catena dei suoni: abilità fondamentale per imparare a leggere e scrivere efficacemente.

Francesca Brignoli, logopedista.


Bibliografia

  • Bortolini Umberta, I disordini fonologici, in Giorgio Sabbadini (a cura di) Manuale di neuropsicologia dell’età evolutiva (pp. 342-357), Bologna, Zanichelli, 1995.
  • Emma Perrotta, Patrizia Rustici, Correggere i difetti di pronuncia. Il programma A.P.I. (Ascolta-Prova-Impara) per l’allenamento percettivo-articolatorio, Trento, Edizioni centro studi Erickson, 2006.
  • Francesca Antonelli, L’allenalingua. Storie e favole per allenare le competenze articolatorie e deglutitorie, ed. Lulu, 2015.
  • Alessandra Zoccali, Valentina Mauro, Giochi fonologici. Attività di discriminazione uditiva e impostazione articolatoria, Trento, Edizioni centro studi Erickson, 2006.

FreePass: spazio di ascolto e di confronto per genitori

Quest’anno per i nostri figli è un caos.

Può capitare che si sentano arrabbiati, tristi, bloccati.

Alcuni non dormono, altre non riescono a studiare, c’è chi non sa come prendere decisioni, c’è chi non ha più voglia di uscire, chi ha paura di ammalarsi, chi ha perso qualcuno; c’è chi mangia quando deve dormire, studia quando deve mangiare… insomma è difficile.

Hai bisogno di un confronto o di un aiuto?

C’è FREEPASS.

FREEPASS è uno spazio di ascolto e di confronto per genitori della città di Bergamo con figli adolescenti che offre tre incontri gratuiti per comprendere cosa sta succedendo e aiutarvi a fare un po’ di ordine.

Puoi chiamare o mandare un messaggio whatsapp dal lunedì al venerdì, dalle 14.00 alle 18.00 al numero 389.137.00.72 per prendere appuntamento.

Gli incontri potranno essere in videochiamata o in presenza.

FREEPASS è uno sportello di ascolto psicologico finanziato dal programma Rinascimento Bergamo, promosso dal Comune di Bergamo in collaborazione con Banca Intesa San Paolo e Fondazione Cesvi.

Gli specialisti fanno parte dell’equipe di Centro Geode, centro di neuropsichiatria e psicologia clinica della cooperativa sociale AEPER.

Buone Feste da Centro Geode

Informiamo che durante le festività continueranno le terapie concordate.

Il servizio di segreteria rimarrà chiuso dal 24 dicembre al 9 gennaio.

Per qualsiasi informazione o richiesta potete lasciare un messaggio al tel. 035.19912410 oppure scrivere a infogeode@aeper.it

In aiuto dei genitori

Più volte riceviamo richieste di genitori preoccupati per le reazioni dei loro figli a questo periodo di pandemia. Il venir meno della scuola come luogo di apprendimento, le occasioni di socialità, le attività sportive, il dolore per la perdita di persone care, la paura della malattia… sono alcuni temi che preoccupano i genitori e che sono spesso causa di rallentamenti o blocchi nella crescita dei figli. In questo periodo così complesso abbiamo ampliato e intensificato l’equipe di psicoterapeuti specializzati nell’età evolutiva e grazie alla presenza della dott.ssa Nadia Bertuletti, medico neuropsichiatra specializzato in adolescenza e del dott. Ferrari, medico psichiatra, l’equipe clinica è disponibile ad aiutare i genitori a mettere un po’ di ordine in questo periodo di confusione e incertezza e ad offrire ai bambini, ragazzi e adolescenti spazi di ascolto e di aiuto per riprendere il loro percorso di crescita e affrontare alcune delle fatiche emerse o amplificate in questo periodo di pandemia.

Per maggiori informazioni potete chiamare la segreteria del Centro Geode tel. 035-19912410.

Una nuova collaborazione

La nostra équipe si arricchisce della collaborazione con la dott.ssa EUSEBI ANNA, medico neuropsichiatra. La dottoressa Eusebi porta il suo specifico professionale di medico attento e competente ai problemi dello sviluppo dei bambini e alle difficoltà che le famiglie incontrano nel percorso di crescita dei loro figli. Disponibile a collaborare con gli insegnanti e con il pediatra di riferimento quando richiesto dai bisogni del bambino e dalla famiglia stessa.

Per fissare una visita neuropsichiatrica per un consulto o una diagnosi è sufficiente chiamare la segreteria del centro Geode tel. 035-19912410