Interventi nelle scuole

L’alfabeto delle emozioni

Felicità, rabbia, eccitazione, paura, piacere: quanti tipi di emozioni diverse si possono provare nella vita?

Le emozioni sono risposte adattative dell’organismo alle sollecitazione ambientali. Sono segnali fisiologici, indipendenti dalla nostra volontà, che il corpo e la mente ci inviano per metterci in guardia da un pericolo, farci partecipare a qualcosa di bello o aiutarci a prendere una decisione.

Quando i bambini raccontano, nelle loro poche o tante parole ci sono anche paure, preoccupazioni, gioia, entusiasmo che meritano l’ascolto da parte dell’adulto. Spesso i bambini hanno difficoltà a descrivere le emozioni che provano e a dare loro un nome. Imparare a identificare le emozioni, distinguerle, conoscerle per poterle vivere e gestire con maggiore tranquillità sono competenze emotive fondamentali per ogni bambino.

Modalità e scopi

Il laboratorio di educazione alle emozioni intende promuovere:

  • Una maggiore consapevolezza delle emozioni (gioia, rabbia, paura, tenerezza, timore…).
  • Una migliore capacità di riconoscere le emozioni degli altri.
  • Sviluppo e Utilizzo del vocabolario dei sentimenti.
  • Capacità di far fronte ad emozioni negative

Attraverso il lavoro attivo a livello individuale e in piccoli gruppi, verranno proposte attività che accompagneranno i bambini e il gruppo ad una maggiore consapevolezza della forza evolutiva o involutiva delle emozioni. Verranno proposte attività, definite in base alle dinamiche del gruppo classe e alle caratteristiche dei bambini, per sperimentare forme più o meno efficaci di espressione delle emozioni a livello individuale e di gruppo.

Sono previste attività di manipolazione, di simbolizzazione, di ascolto e di confronto in gruppo.

  • Frequenza settimanale: 1 volta alla settimana.
  • Durata degli incontri: 1 ora.
  • Numero degli incontri: minimo 8.
  • Numero partecipanti: da concordare con la scuola.
  • Luogo: presso la scuola richiedente.

I giochi di Parolandia

Pensare ad un Laboratorio di potenziamento linguistico come “I giochi di Parolandia” per bambini e bambine della scuola dell’infanzia significa avere presente la dimensione relazionale ed espressiva del linguaggio, ma anche il ruolo che il linguaggio svolge nell’apprendimento.

Le conoscenze linguistiche infatti giocano un ruolo centrale nel determinare le modalità e l’efficienza dell’apprendimento del bambino, che apprende proprio attraverso un processo attivo di manipolazione e trasformazione del linguaggio orale e scritto.

Modalità e scopi

Obiettivo del laboratorio è evidenziare precocemente i punti di forza e di debolezza del linguaggio dei bambini e delle bambine, al fine di costruire un progetto mirato a facilitarne le acquisizioni e monitorarne l’evoluzione.
Il laboratorio di potenziamento del linguaggio “I Giochi di Parolandia” prevede attività di allineamento fonetico-fonologico, morfosintattico, di acquisizione dei pre-requisiti matematici, espansione della frase.

Gli obiettivi si declinano per fasce d’età:

  • Per bambini di 4 anni (i mezzani).
    Sviluppo della comprensione di strutture grammaticali minime tramite supporto iconico espansione la produzione morfosintattica e narrativa completa e lineare. Promozione della percezione della sillabe iniziali e finali di parola e introduce attività di pre-matematica e riconoscimento numerico.
  • Per i bambini di 5 anni (i grandi).
    Potenziamento delle competenze meta fonologiche sia a livello di sillaba che a livello di fonema, promozione della competenza narrativa, percezione numerica e comprensione grammaticale di strutture sempre più complesse.

Un incontro iniziale di raccolta informazioni da parte del Logopedista con le/gli insegnanti.

  • Frequenza settimanale: 1 volta alla settimana.
  • Durata degli incontri: 1 ora con gruppi omogeni e per fasce d’età.
  • Numero degli incontri: minimo 8.
  • Numero dei partecipanti: da concordare. Orientativamente non più di 12 bambini.
  • Luogo: presso la scuola richiedente.

Ho un vulcano nella pancia

Spesso la rabbia è un problema per i bambini, ed altrettanto lo è per i genitori e per gli insegnanti. Perché la rabbia può far paura?

Perché è perdita di controllo? Perché può essere espressione concreta di violenza? Perché può essere l’espressione di rifiuto nei nostri confronti?

La rabbia è un’emozione universale, una reazione biologica del nostro corpo, un istinto, una forza spontanea con la quale ognuno di noi si rapporta, acquista la propria identità ed il proprio posto nel mondo.

Avere un buon rapporto con la rabbia è fondamentale per crescere ed è importante che i bambini e le bambine siano accompagnati a conoscere e a gestire un’emozione così importante sia individualmente che in un contesto di gruppo come la classe scolastica.

Modalità e scopi

Il laboratorio “Ho un vulcano nella pancia” accompagna i bambini e le bambine, individualmente o a piccoli gruppi, ad una maggiore consapevolezza della forza evolutiva o involutiva della rabbia, sperimentando forme più o meno efficaci della gestione della rabbia con i seguenti temi:

  • La conoscenza dell propria rabbia.
  • Le regole della rabbia.
  • La rabbia distruttiva e la rabbia innocua.
  • Arrabbiarsi senza fare danni.

Sono previste attività di manipolazione, simbolizzazione, ascolto e confronto di gruppo.

  • Frequenza settimanale: 1 volta alla settimana.
  • Durata degli incontri: 1 ora.
  • Numero degli incontri: minimo 8.
  • Numero partecipanti: da concordare.
  • Luogo: presso la scuola richiedente.

Girotondo

Muoversi, correre, saltare, rotolare, strisciare sono soltanto alcuni dei movimenti che i bambini compiono quotidianamente, in modo spontaneo; attività che fanno parte di numerosi giochi tipici dell’infanzia e che in sé racchiudono competenze che contribuiscono allo sviluppo del bambino. Attraverso il gioco e la gioia che ne scaturisce, il bambino impara. Trasformarsi in una tartaruga o in una gazzella, diventare un gigante o un nanetto, fare tanti salti alla corda… vuol dire sperimentare, attraverso il proprio corpo, concetti spaziali (alto, basso, sotto, sopra…), temporali (veloce, lento…), logici (di quantità, ordine, seriazione…), competenze che appartengono all’area dello sviluppo cognitivo.
L’attività psicomotoria nella scuola dell’infanzia è centrale: “Nel corso della prima infanzia motricità e psichismo sono strettamente collegati, fusi, non sono altro che due aspetti indissociabili del funzionamento di una stessa organizzazione” (così come citano Bascou L.Picq-P.Vayer).

Il bambino è considerato nella sua globalità: corpo e mente sono tra loro profondamente interagenti. In questo senso, l’attività psicomotoria, grazie ad una profonda attenzione al bambino, sviluppa e favorisce la maturazione di competenze strettamente connesse tra loro: relazionali, affettive, motorie, cognitive.

Intrinseca all’attività psicomotoria è l’attenzione rivolta al bambino, al suo benessere, alla sua crescita armoniosa.

Modalità e scopi

Con giochi di ruolo, giochi simbolici, materiale psicomotorio (corde, palle, bastoni), pennarelli, tempere e stoffe i bambini e le bambine potranno sperimentare e conoscere lo schema corporeo, percepire la lateralità, orientarsi nello spazio, orientarsi nel tempo, sperimentare schemi motori statici e dinamici, rinforzare la fiducia in se stessi attraverso il mettersi in gioco, riuscire a collaborare con i compagni nei giochi di squadra, sviluppare competenze d’attenzione e d’ascolto.

  • Conduttore: personale qualificato con diploma di psicomotricista e neuropsicomotricista.
  • Frequenza settimanale: 1 volta alla settimana.
  • Durata degli incontri: 1 ora.
  • Numero degli incontri: 8.
  • Numero partecipanti: da concordare.
  • Luogo: presso la scuola richiedente.

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