Disturbi del linguaggio

La logopedia è la disciplina sanitaria che si occupa di prevenzione, valutazione e successivamente dell’abilitazione o riabilitazione delle fatiche e dei disturbi della comunicazione, del linguaggio, della voce, della deglutizione e degli apprendimenti scolastici (lettura, scrittura, calcolo). A seconda della compromissione di uno o più livelli ci si orienta nel definire il piano di intervento logopedico più opportuno.

Presso il Centro Geode è possibile trovare logopedisti che intervengono per favorire, potenziare e migliorare le abilità linguistiche e comunicative nei bambini che presentano difficoltà nel linguaggio oppure uno sviluppo comunicativo e linguistico atipico. Ci occupiamo anche di adolescenti e adulti che vogliano rieducare l’uso della voce, affrontare la balbuzie, imparare una spinta linguale efficace durante la deglutizione.

Il Centro Geode propone:

Trattamento logopedico individuale

Il trattamento logopedico è un intervento abilitativo e/o riabilitativo che ha lo scopo di migliorare le abilità comunicative e linguistiche del bambino. Viene impostato a partire dai dati emersi in sede di valutazione iniziale, sulla base del profilo linguistico individuale, andando ad agire sulla zona di sviluppo prossimale ovvero aiutando il bambino a compiere con gradualità i passi successivi di maturazione delle proprie capacità linguistiche. A seconda delle difficoltà riscontrate (di natura fonetico-fonologica, morfosintattica, narrativa, di fluenza…) verranno impostati piani di trattamento specifici, con obiettivi a breve, medio e lungo termine.

La figura del logopedista agisce stimolando nel bambino i livelli di attenzione uditiva prolungata, l’autopercezione legata all’articolazione dei suoni, l’ampliamento del vocabolario in ingresso e in uscita e la costruzione di frasi più strutturate e complete, adatte al contesto semantico e pragmatico in cui la comunicazione è inserita. Vengono proposte attività mirate sugli obiettivi linguistici condivisi per quel bambino e funzionali alla comunicazione. Può trattarsi di giochi di movimento della bocca, giochi con le carte, tombole, giochi dell’oca, giochi di ripetizione di parole e frasi, caccia all’errore, o anche giochi simbolici, letture animate, indovinelli ed altri esercizi linguistici.

Il trattamento si struttura tipicamente in incontri mono o bisettimanali della durata di circa 50 minuti l’uno; la frequenza e la durata del trattamento viene concordata a seconda degli obiettivi logopedici e delle esigenze organizzative della famiglia. Il bilancio logopedico viene periodicamente aggiornato tramite follow-up di verifica del raggiungimento degli obiettivi prefissati e tra genitori, logopedista e insegnanti si instaura un dialogo utile a monitorare l’automatizzazione dei progressi raggiunti in sede di trattamento.

Oltre all’intervento mirato sul bambino, l’attività del logopedista prevede infatti la creazione di una rete di collaborazione con la famiglia e con la scuola per le eventuali attività di allenamento linguistico quotidiano suggerite dal logopedista e i rinforzi positivi utili a gratificare il bambino per gli sforzi compiuti. La seduta di trattamento logopedico da sola potrebbe infatti portare dei benefici che non vengono sufficientemente generalizzati se non si instaurano attenzioni quotidiane mirate al potenziamento dell’abilità linguistica in questione (es: automatizzare un suono appreso, ampliare il vocabolario, strutturare la frase…). Ricordiamoci che l’esperienza del linguaggio per il bambino avviene prevalentemente con gli adulti di riferimento e nei contesti abitualmente frequentati.

Per avere qualche informazione in più rispetto al trattamento del disturbo fonetico-fonologico puoi leggere questo articolo scritto da una nostra logopedista su una moderna rivista di pediatria: Difficoltà fonologiche: quando e come intervenire?.

Osservazione del bambino e valutazione logopedica

Valutare significa attribuire il giusto valore a qualcosa. Anche nell’ambito della logopedia, dunque, questo processo è fondamentale per conoscere il bambino e le difficoltà che lo riguardano, analizzando le diverse variabili e il loro peso.

La valutazione logopedica comprende:

colloquio anamnestico con i genitori per raccogliere informazioni sui primi mesi di vita e sulle modalità comunicative e linguistiche che il bambino adotta in ambiente familiare;

alcuni incontri di valutazione (in genere tre) nei quali il logopedista esamina le capacità conversazionali del bambino e il livello linguistico raggiunto tramite l’osservazione del gioco e la somministrazione di test standardizzati, dai quali emergono punti di forza ed eventuali fragilità;

incontro di restituzione con i genitori nel quale vengono quindi condivisi i dati raccolti durante la valutazione e durante il quale emergeranno le eventuali indicazioni per un percorso logopedico mirato, con la definizione di obiettivi, tempi e modalità di coinvolgimento dei genitori e della scuola.

Deglutizione atipica

Perché il mio bambino spinge con la lingua contro i denti quando deglutisce?
Perché si sporca tutto il viso quando mangia?
Perché il dentista mi consiglia una valutazione logopedica?
Perché pronuncia alcuni suoni in modo scorretto?
Perché ha spesso mal di testa?

Spesso i genitori si pongono queste domande notando una difficoltà deglutitoria del loro bambino o dietro suggerimento del medico Pediatra o del medico Odontoiatra.

È dunque importante sapere che la deglutizione è un meccanismo che va incontro ad una fisiologica maturazione, durante la quale avviene il passaggio dalla deglutizione infantile a uno schema deglutitorio adulto.

Qualora lo schema deglutitorio infantile dovesse permanere anche in età successive allo svezzamento, la deglutizione viene definita “atipica”, proprio per questo alterato comportamento neuromuscolare non in linea con l’età cronologica o, con altre parole, la presenza di movimenti linguali non corretti in rapporto all’età del bambino.

Questi movimenti non sono necessariamente dovuti ad una patologia ma possono essere provocati da “cattive abitudini” che si stabilizzano nel tempo o dalla persistenza delle meccaniche deglutitorie tipiche del lattante anche in età adulta.

Di norma il passaggio dalla “deglutizione infantile” alla “deglutizione adulta” è un processo che inizia verso i 18 mesi e si completa attorno agli 8-9 anni. Talvolta, è possibile che questa fisiologica maturazione del meccanismo di deglutizione non si verifichi e il bambino/ragazzo continui a mettere in atto una “deglutizione infantile” che prende il nome di “deglutizione atipica”.

Le cause e le conseguenze

Le cause più diffuse della deglutizione atipica sono:

  • protratto uso del biberon o del ciuccio;
  • succhiamento del dito;
  • succhiamento di oggetti (lenzuolino, maglietta, penna, ecc…);
  • rosicchiamento di unghie o pellicine;
  • affezioni del cavo nasale che portano il bambino a stare o a respirare con la bocca aperta (riniti ricorrenti, ipertrofia delle adenoidi o dei turbinati, malattie respiratorie di tipo allergico, ecc…);
  • perdita precoce di elementi dentali

Le conseguenze più evidenti di una “deglutizione atipica” sono rappresentate da alterazioni della morfologia del viso, alterazioni dell’occlusione dentale, alterazioni della respirazione e difetti di pronuncia, ma si possono avere anche modificazioni dell’assetto posturale talvolta anche accompagnate da cefalea, dolore a livello dell’articolazione temporo-mandibolare o della colonna vertebrale, stanchezza, alterazioni della qualità della voce, colite e altri sintomi apparentemente scollegati che per altro si rendono più evidenti con il passare degli anni.

Dare avvio al trattamento logopedico è fondamentale, in quanto intercettare precocemente le cause dello squilibrio muscolare oro-facciale permette di ridurre ed eliminare sul nascere i meccanismi di compenso che potrebbero alterare la funzionalità respiratoria, posturale, ortodontica, alimentare e articolatoria.

Percorso terapeutico

La terapia logopedica è caratterizzata da una serie di esercizi finalizzati al raggiungimento di una corretta postura della lingua modificando, in modo consapevole, i movimenti dei muscoli adibiti alla deglutizione. Al fine di automatizzare lo schema motorio corretto, gli esercizi devono necessariamente essere ripetuti più volte al giorno. Se il paziente è costante, in tre-quattro mesi (con sedute settimanali), potrà essere corretta attraverso:

  • ripristino del tono dei muscoli più deboli fino a portare il complesso muscolare ad una condizione di equilibrio;
  • separazione delle diverse fasi dell’atto deglutitorio, così da procedere separatamente alla loro rieducazione;
  • fusione in un unico atto deglutitorio delle fasi singolarmente apprese;
  • automatizzazione della “deglutizione adulta”.

Conclusa la terapia, si dovranno fare dei controlli periodici per qualche tempo come mantenimento e perfezionamento dei risultati ottenuti o per individuare eventuali esercizi supplementari. Evidenziamo la necessaria collaborazione della famiglia, indispensabile per far sì che il bambino elimini i movimenti errati, ma altamente automatici, per acquisire quelli nuovi e corretti. Il sostegno dei genitori sarà fondamentale anche per aiutarlo a liberarsi in maniera non traumatica delle “cattive abitudini” protratte (il ciuccio, il biberon, ecc).

Domande e risposte sulla logopedia

QUALI SONO LE TAPPE EVOLUTIVE TIPICHE NELLO SVILUPPO DEL LINGUAGGIO?

  • 2-5 mesi
    Prime vocalizzazioni. Il bambino scopre la sua voce
  • 7- 9  mesi
    Lallazione canonica e variata (serie di sillabe ripetute), fondamentale per l’associazione movimento-suono. Dai 9 mesi compaiono i gesti comunicativi deittici (indicare, mostrare, dare), lo sguardo è condiviso.
  • 12 mesi
    Gesti comunicativi referenziali (es: fare ciao con la manina). Comparsa delle prime parole che si riferiscono ad oggetti o azioni di uso quotidiano (mamma, papà, acqua, …)
  • 17-20 mesi
    Dopo le prime 50 parole, fase di esplosione del vocabolario, aumentano i verbi prodotti. Frequente combinazione gesto-parola
  • 24 mesi
    Combinazione di due o tre parole (“Mamma mela”, “Bimbo palla”).
  • 24-33 mesi
    Aumento delle frasi complesse, utilizzo dei funtori (articoli, preposizioni…)
  • 3 anni
    Al momento dell’ingresso alla scuola dell’infanzia, il bambino dovrebbe saper costruire una frase completa dal punto di vista morfologico. Sono accettabili scorrettezze sulle costruzioni irregolari, che anzi segnano la fase di  generalizzazione delle regole grammaticali. Possono esserci delle semplificazioni e degli errori sulle parole più difficili.
  • 4 anni
    Secondo anno della scuola dell’infanzia, l’inventario fonetico è completo. Gli ultimi fonemi a comparire sono in genere la /r/, la /ʎ/ ‘gli’ di coniglio, la /ʃ/ ‘sci di scivolo’, le Zeta. La struttura morfosintattica è simile alla parlata dell’adulto e il vocabolario è in continua  espansione.
  • 5 anni
    Le abilità narrative sostengono sempre più la comunicazione del bambino, le storie lo affascinano. Nasce l’interesse verso i simboli grafici e la prescrittura. I bambini diventeranno capaci di leggere e scrivere entro la fine della seconda elementare.

SE SI RISCONTRA UN RITARDO NELLE FASI DI SVILUPPO QUALI SONO I PRIMI PASSI IMPORTANTI DA FARE?

Se si riscontra un ritardo rispetto alle tappe di sviluppo è importante parlarne subito con il proprio pediatra che , se necessario, potrà consigliare una valutazione logopedica ed eventualmente un inquadramento da parte del neuropsichiatra infantile.

CHE COS’È LA LOGOPEDIA?

La Logopedia è una disciplina sanitaria che si occupa di valutare e riabilitare eventuali problematiche di linguaggio, comunicazione, voce, fluenza, deglutizione e apprendimenti scolastici (lettoscrittura e calcolo).

QUANTO DURA MEDIAMENTE UN PERCORSO LOGOPEDICO?

La durata del percorso logopedico varia per ogni singolo caso e si può ipotizzare solo successivamente ad una valutazione. Generalmente è previsto un incontro settimanale e si richiede la collaborazione della famiglia per lo svolgimento di alcuni esercizi a casa, che vengono concordati con il terapeuta. Le tempistiche possono essere di medio-lungo termine ma tramite il lavoro in rete di logopedista, scuola e famiglia, si possono ottenere benefici sin dai primi mesi successivi all’inizio del percorso.

A QUALE ETÀ SI PUÒ INIZIARE LA TERAPIA LOGOPEDICA?

L’intervento precoce dà sicuramente risultati migliori in quanto esistono delle finestre temporali per la formazione di alcune abilità linguistiche, specialmente quelle grammaticali. Un intervento precoce fornisce strumenti utili fin da subito ed evita lo strutturarsi di modalità scorrette e disfunzionali.

Se si notano difficoltà nella comprensione delle richieste che si fanno al bambino, ci si può rivolgere per un consulto logopedico già dai due anni. Tra i 2-3 anni gli incontri sono condivisi (bimbo-logopedista-genitore) e si punta molto sul counseling al genitore per favorire comportamenti utili alla stimolazione linguistica. Dopo i tre anni le difficoltà di linguaggio si evidenziano maggiormente, il trattamento logopedico diventa più specifico.

QUALI SONO LE AREE DA INDAGARE PER IMPOSTARE UN ADEGUATO PERCORSO LOGOPEDICO?

Se in sede di anamnesi e osservazione non emergono degli elementi di difficoltà linguistica al di là della pronuncia delle parole, si può partire da un’indagine a livello fonetico-fonologico.

Se invece emergono ritardi del linguaggio o difficoltà espressive più sostanziali, scarsa attenzione alle storie, può essere necessaria una valutazione logopedica completa, che approfondisca anche il livello semantico-lessicale (parole che il bambino utilizza e conosce), il livello morfo-sintattico (costruzione di una frase e comprensione grammaticale), il livello narrativo (coordinazione di più frasi assieme).

Se il bambino ha 5/6 anni può essere utile valutare anche il livello metafonologico e i prerequisiti per la lettoscrittura. Per l’analisi della balbuzie è necessario un incontro con i genitori dal quale si concorda un percorso di valutazione calibrato sulle eventuali altre difficoltà linguistiche del bambino.

Se i motivi di accesso riguardano la voce (voce che si abbassa o diventa roca) o la spinta della lingua durante la deglutizione (in genere osservata dal dentista di riferimento perché i denti assumono una conformazione particolare) può essere sufficiente un solo incontro di valutazione/anamnesi (logopedista-bimbo-genitori).

Per la valutazione degli apprendimenti il percorso di base prevede:

  • colloquio anamnestico di apertura cartella (con lo psicologo referente del caso o il neuropsichiatra);
  • 2 incontri per il profilo cognitivo (con lo psicologo);
  • 3 incontri su lettura-scrittura-calcolo (con il logopedista o lo psicologo specializzato);
  • eventuale incontro di approfondimento linguistico (con il logopedista);
  • eventuale visita neuropsichiatrica.
Le principali difficoltà e disturbi del linguaggio

Cosa sono le difficoltà linguistiche?
Le difficoltà linguistiche possono essere di varia natura ad entità, legati a situazioni di ritardo generale nello sviluppo, ipoacusia, difficoltà motorie generali o difficoltà relazionali. Le difficoltà di linguaggio possono però presentarsi anche in bambini senza altre evidenti fatiche, con abilità cognitive nella norma e che hanno avuto una normale esposizione al linguaggio.

Nella maggior parte dei bambini il linguaggio si sviluppa in modo naturale sin dalla nascita. Secondo recenti studi tuttavia circa l’11- 13% dei bambini di età compresa tra i 18 e i 36 mesi presentano un ritardo nella produzione del linguaggio e, in alcuni casi, anche nella comprensione. Nel 30% dei casi questo ritardo linguistico non si risolve spontaneamente ed è necessaria una presa in carico logopedica mirata. Le difficoltà possono essere di varia natura: difficoltà nel pronunciare alcuni suoni e usarli nella giusta posizione all’interno della parola, difficoltà nell’automatizzare le sequenze motorie delle parole conosciute o difficoltà nell’ampliare la frase con gli elementi grammaticali utili a costruire un discorso e una narrazione. Possono presentarsi difficoltà nell’utilizzare il linguaggio a fini comunicativi, difficoltà di fluenza o altro ancora.

Le difficoltà di linguaggio interessano circa il 5-7% dei bambini tra i 3 e i 6 anni e si manifestano con quadri clinici molto diversi tra loro. Per questo motivo è necessaria un’attenta valutazione, alla quale può seguire un trattamento logopedico mirato.
Per approfondire puoi leggere questo articolo: Disturbo Primario del Linguaggio (DPL): cos’è?

Cosa sono le difficoltà fono-articolatorie?
Si tratta di fatiche nell’organizzazione del movimento corretto degli articolatori (mandibola, labbra, lingua e velo palatino). Può trattarsi di una debolezza muscolare dovuta ad abitudini scorrette (protratto uso del ciuccio, respirazione orale…) oppure di una fatica organizzativa più complessa. L’inventario fonemico di un bambino dovrebbe essere completo entro i 4 anni, con eccezione per i fonemi “R” e “Z” che potrebbero comparire anche a 5 anni.

Cosa sono le difficoltà fonologiche?
Le difficoltà fonologiche sono tipiche di quei bambini che, pur possedendo l’intera gamma di suoni tipici della propria lingua, commettono errori sui suoni quando parlano. Tra le difficoltà più frequenti si riscontrano omissioni, sostituzioni di suoni, inversioni, armonie. Ad esempio “stella” diventa “tella”,  “cinema” diventa “cimana”), “topo” diventa “poto”.
Per approfondire puoi leggere questo articolo: Difficoltà fonologiche: quando e come intervenire?

Che cosa sono le difficoltà semantico-lessicali?
La semantica è la disciplina che studia l’attribuzione del significato, il lessico è l’insieme delle parole conosciute, potremmo dire “il vocabolario” compreso (lessico in ingresso) e quello utilizzato (lessico in uscita). Le difficoltà semantico-lessicali corrispondono alla difficoltà di recuperare, nel contesto opportuno e con tempi adeguati, parole specifiche necessarie per esprimere un particolare concetto. Non è quindi la pronuncia delle parole a risultare inappropriata, ma la capacità di “pescare” adeguatamente dal magazzino lessicale–semantico che ognuno di noi dovrebbe possedere, i termini e i concetti più corretti per esprimere i pensieri.

Che cosa sono le difficoltà morfosintattiche?
La morfosintassi è l’insieme delle regole grammaticali che permettono di organizzare le parole in una frase di senso compiuto (reggenze dei verbi, concordanze nome-aggettivo, corretto utilizzo di preposizioni, pronomi e congiunzioni). Al momento dell’ingresso alla scuola dell’infanzia un bambino dovrebbe già combinare gli elementi sintattici in modo da ottenere una frase minima completa (soggetto, verbo, complemento oggetto con relativi articoli). Entro i 36 mesi un bambino con sviluppo morfosintattico fisiologico dovrebbe completare la struttura frasale usando appropriatamente sia articoli che preposizioni. Quando un bambino fatica ad organizzare e/o comprendere una frase in maniera corretta e completa per la sua età sono necessarie delle stimolazioni logopediche mirate a favorire una progressione graduale delle sue abilità linguistiche.

Cosa sono le difficoltà narrative?
L’abilità di narrare, cioè raccontare, inizia a svilupparsi dai 4 anni circa e si arricchisce sempre più grazie all’esposizione ai racconti e ai libri. Le difficoltà narrative nascono quando il contenuto verbale del racconto di un bambino risulta inadeguato rispetto alla sua ricchezza di pensiero. Il discorso appare organizzato in proposizioni accostate, privo di subordinate e soprattutto mancante di nessi logico-causali e temporali, che renderebbero più chiaro il discorso.

Che cos’è la balbuzie?
La balbuzie è un disordine della parola, per cui la fluidità è interrotta da ripetizioni involontarie e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi. La sintomatologia varia da molto lieve, con una balbuzie appena percepibile solo in alcuni contesti, ad una balbuzie di grave entità che si pone come intralcio alle normali relazioni comunicative.
Per approfondire puoi leggere l’articolo La balbuzie nei bambini: come affrontarla?

Hai bisogno di maggiori informazioni?

Iscriviti alla nostra newsletter

Centro Geode

Via Innocenzo, XI n°3 - Bergamo (BG)
Disponibile ampio parcheggio interno
Tel. 035.19912410
infogeode@aeper.it

.

© Cooperativa Sociale Aeper
Tutti i diritti riservati | CF 01727120162