Disturbi dell’apprendimento

L’apprendimento è capacità di imparare e permette ad ogni bambino, adolescente e persona di apprendere cose nuove in qualsiasi ambito della vita, e non soltanto a scuola. La presenza di un disturbo dell’apprendimento, quindi, può creare difficoltà nell’acquisizione di capacità fondamentali, nella comprensione delle informazioni provenienti dall’ambiente, nella conquista dell’autonomia.

È fondamentale una corretta valutazione diagnostica per comprendere se si tratta di un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia) o se la fatica ad apprendere è dovuta a cause di tipo emotivo-relazionali. Le difficoltà scolastiche e disturbi dell’apprendimento hanno infatti spesso esiti molto simili: insuccesso scolastico, scarsa motivazione all’apprendimento, difficoltà comportamentali e relazionali con insegnanti e compagni, inibizione delle competenze, fobie scolari o “mal di scuola” (malesseri fisici e rifiuto della frequenza), abbandono e dispersione scolastica.
Solo un’ attenta diagnosi può distinguere le difficoltà dai disturbi dell’ apprendimento, individuando i percorsi e le strategie migliorative adeguate.

Il centro Geode è centro autorizzato da ATS di Bergamo per Certificazione Disturbi Specifici dell’apprendimento.

Presso il Centro Geode è possibile:

Valutazione disturbo specifico dell’apprendimento (DSA)

Protocollo descrittivo delle modalità diagnostiche

L’ equipe diagnostica multidisciplinare è costituita dal medico neuropsichiatra infantilepsicologo e logopedista, eventualmente integrata da altri professionisti sanitari. 
I bambini e ragazzi si rivolgono al Centro Geode per una valutazione relativa ai Disturbi Specifici dell’ Apprendimento, secondo la modalità qui di seguito elencate:

  1. Primo colloquio di consulenza per la raccolta anamnestica.
  2. Somministrazione di test per la valutazione cognitiva ed eventuali altri test neuropsicologici accessori da parte della psicologa o del medico npi.
  3. Somministrazione delle prove specifiche di valutazione delle strumentalità scolastiche per DSA, da parte della psicologa o della logopedista.
  4. Se necessario per età e scolarità, valutazione specifica relativa del linguaggio, effettuata dalla logopedista, durante la quale vengono presi in esame i prerequisiti meta-fonologici e la comprensione morfo-sintattica.
  5. Valutazione in equipe dei risultati emersi e definizione diagnostica.
  6. Visita con medico Neuropsichiatra per valutando l‘obiettività clinica globale (modalità relazionale, aspetti emotivo-comportamentali, eloquio, pensiero) ed esame obiettivo neurologico.
  7. Incontro di restituzione con i genitori dell’esito dell’iter diagnostico: consegna della relazione clinica conclusiva di eventuale certificazione e se necessario, proposta e spiegazione in termini di modalità e finalità, di un iter riabilitativo.
  8. In accordo con i genitori è possibile promuovere un incontro con il corpo docenti per indicare le peculiarità emerse dalla diagnosi e le eventuali misure dispensative e compensative richieste dalla diagnosi specifica.
Trattamento DSA

Quando dopo un percorso di valutazione viene comunicata ai genitori e agli studenti una diagnosi Disturbo specifico dell’apprendimento, dislessia, discalculia, disortografia o disgrafia, viene immediatamente posta la domanda “e adesso cosa possiamo fare per aiutarlo?

Va tenuto presente che un disturbo specifico dell’apprendimento dipende da fattori congeniti non modificabili ma che tuttavia, nella maggior parte dei casi e in misura dipendente dalla gravità del deficit, si possono ridurre le ricadute nel percorso di apprendimento con adeguati interventi abilitativi e corrette procedure educative permettendo agli studenti di trovare strategie di apprendimento compensative delle difficoltà presenti.

È quindi possibile aspettarsi un lento e progressivo percorso di miglioramento attraverso un trattamento individualizzato negli obiettivi, modalità e contenuti. In considerazione di questo, lo scopo di un trattamento rivolto ad un bambino con DSA è finalizzato a:

  • ricercare il trattamento più adeguato per lo studente, sostenendo un atteggiamento positivo nei confronti degli interventi necessari;
  • favorire la migliore evoluzione delle competenze e abilità presenti;
  • fornire strumenti e strategie per apprendere attraverso modalità alternative a quella deficitaria;
  • proporre interventi i cui obiettivi siano adeguati alle competenze attuali del bambino in modo da interrompere il susseguirsi di esperienze fallimentari e aumentare gradualmente la stima del valore di sé e del senso di autoefficacia;
  • supportare lo studente nell’accettazione e comprensione delle difficoltà in un’ottica di prevenzione a forme di disagio emotive e comportamentali secondarie ai disturbi specifici dell’apprendimento.

Presso il Centro Geode è possibile costruire con l’equipe DSA, alla luce delle caratteristiche dello specifico studente emersa durante la fase valutativa (effettuata internamente al centro Geode o da altri centri autorizzati da ATS) un trattamento DSA per:

  • potenziamento delle abilità di lettura (correttezza, rapidità)
  • potenziamento della scrittura (correttezza ortografica e gesto grafico)
  • trattamento area calcolo (conoscenza numerica, procedure di calcolo, senso del numero…)
  • sviluppo delle abilità di comprensione del testo e problem solving
  • creazione o rimodulazione di un efficace metodo di studio
  • sostegno alle funzioni esecutive (attenzione, pianificazione, memoria, flessibilità cognitiva…)

All’inizio di un trattamento DSA vengono discussi e definiti

  • gli obiettivi del trattamento
  • numero di sedute previste e durata
  • lo specialista che lavorerà con il bambino
  • le attività proposte durante il trattamento
  • quali strumenti verranno utilizzati
  • la misurazione dei risultati

Sottolineiamo che la scelta dello specialista per il trattamento DSA viene effettuata in base alle caratteristiche dello studente e le caratteristiche del trattamento riabilitativo necessario. Può essere individuata la figura del logopedista o dello psicologo (quando oltre agli aspetti legati alle strategie riabilitative e strumenti collegati, è necessario intervenire nella sfera delle emozioni e degli stati d’animo che accompagnano la vita di uno studente con DSA che, oltre al successo scolastico, deve lavorare sulla propria autostima, sulla fiducia nelle proprie capacità, nel mantenimento della motivazione).

Il ruolo della famiglia è fondamentale nel percorso del trattamento DSA e spesse volte viene direttamente coinvolta dallo specialista. In alcune situazioni lo specialista può proporre un percorso riabilitativo integrato tra studio logopedico e domicilio attraverso una piattaforma digitale. Il centro Geode ha scelto di abbonarsi alla piattaforma di Anastasis Ridinet che permette al clinico di assegnare degli esercizi al bambino da svolgere a casa, monitorandone le attività ed adattando i parametri in base alle performance.

Al termine del trattamento DSA può essere redatta una tabella di aggiornamento della relazione clinica.

Percorso metodo di studio

Se come genitori dovessimo stilare una graduatoria delle frasi più ricorrenti che ci sentiamo dire a un colloquio scolastico, forse se la giocherebbero a pari merito: “È intelligente, s’impegna, ma gli manca ancora un metodo di studio” con “Non va da nessuna parte con questo atteggiamento! Potrebbe fare di più…”.  Vedere nostro figlio o figlia arrivare a malapena o non arrivare alla sufficienza, osservare come l’insuccesso scolastico si intreccia anche con scarsa stima di sé, scarsa conoscenza delle proprie capacità, scarsa motivazione… sono fonti di preoccupazione, di disagio. Vorremmo aiutarli, dare consigli ma spesso non sono efficaci e, soprattutto, non possiamo sostituirci a loro!

Molti ragazzi, ogni giorno sempre più, hanno un rendimento scolastico inferiore alle loro capacità, non tanto perché privi delle risorse cognitive di base necessarie, ma perché non hanno un atteggiamento adeguato verso l’apprendimento e/o un metodo di studio flessibile alle richieste della scuola.

Proponiamo un percorso di 10 incontri suddiviso in fasi che modulate e riorientate alla luce degli elementi che emergeranno durante lo svolgimento degli incontri stessi, soprattutto dopo i primi incontri di conoscenza e approfondimento testistico. Come in ogni percorso di apprendimento è necessario coinvolgere lo studente valorizzandone i punti di forza e acquisendo consapevolezza attorno le fragilità e fatiche per poterle affrontare.

L’obiettivo ultimo di questa proposta è di aiutare lo studente ad essere consapevole delle proprie modalità di studio, modificare quelle non efficaci integrandole con nuovi strumenti e tecniche affinché possa sempre più acquisire sicurezza ed efficacia nello studio.

    1. Autovalutazione dello stile di apprendimento

      (orientativamente 2 incontri)

      Ciascuno ha modalità e specificità nello studio. È importante conoscersi ed essere consapevoli delle proprie qualità, talenti, stili di apprendimento per poter integrare le carenze e valorizzare le risorse.

      • Questionari di auto valutazione dell’approccio allo studio
      • restituzione dei risultati e costruzione di una mappa delle difficoltà

 

  1. Strategie di apprendimento e potenziamento cognitivo

    (orientativamente 8 incontri)

      1. Prima dello studio

        La condizione per poter studiare in modo efficace è la capacità di ascoltare, comprendere e sintetizzare ciò che viene spiegato dall’insegnante. La studentessa viene accompagnata a conoscere tecniche di attenzione e a prendere appunti.

        • leggere/ascoltare e comprendere;
        • gli appunti: tecniche e strumenti;
        • attenzione a scuola e concentrazione a casa;

      1. Studiare meno, studiare meglio

        Lo studio può essere facilitato anche attraverso l’utilizzo di tecniche che se apprese e utilizzate con costanza possono ridurre il tempo di studio e aumentarne l’efficacia.

        • Dalla lettura alla memorizzazione: tecniche e soluzioni
        • Dalla lezione allo studio: organizzare il tempo

        Qui di seguito elenchiamo alcune tecniche che possono essere approfondite in base ai bisogni e difficoltà rilevate:

        • tecniche avanzate di studio del testo (es. parole chiave, domande attive, uso di immagini);
        • tecniche di schematizzazione (es. mappe mentali e concettuali);
        • tecniche di memorizzazione;
        • strategie di organizzazione dello studio giornaliero, settimanale e mensile;
        • strategie per fissare obiettivi di studio realistici e motivanti a breve, medio e lungo termine;
        • efficaci strategie di ripasso.

      1. La scoperta di nuovi alleati, l’Ansia e lo Stress

        Spesse volte l’ansia e lo stress rendono più difficile studiare e possono compromettere l’esito di interrogazioni e verifiche. È importante imparare a conoscere i “propri segni” di ansia e stress per poter tenere sotto controllo le loro manifestazioni e orientarle verso l’obiettivo desiderato, sfruttandone le possibilità positive che possono attivare.

        • Nuovi alleati per lo studio, le nostre emozioni
        • tecniche per migliorare la propria capacità di concentrazione – tecniche di gestione dell’ansia e delle emozioni

    1. Verifica del percorso

      Momento finale di verifica, anche con i genitori se richiesto, del percorso fatto per verificarne gli esiti e eventuale proseguo.

    Il percorso proposto può essere effettuato da remoto se vi è disponibilità di una connessione internet e disponibilità di utilizzo di piattaforma Skipe (o altra piattaforma concordata con la formatrice).

Applicazione metodo Feuerstein

Il metodo Feuerstein ha come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell’individuo – di qualunque individuo – in base alla convinzione che esiste sempre uno scarto tra le potenzialità individuali e l’effettiva realizzazione di tali potenzialità.
Alla base del metodo vi è la teoria della Modificabilità Cognitiva Strutturale: ogni individuo è modificabile e l’intelligenza non è un elemento biologico statico, dato una volta per tutte alla nascita. 
Per Feuerstein, l’educazione cognitiva significa «insegnare a imparare» e quindi anche «imparare a imparare». In altre parole, le strategie di pensiero necessarie per associare, collegare, integrare, organizzare le informazioni provenienti dall’ambiente possono essere insegnate e acquisite e non vi è alcun limite predefinito alle possibilità di sviluppo delle funzioni cognitive. 
Negli anni settanta Feuerstein mise a punto un insieme di strumenti utilizzabili per ristrutturare cognitivamente un determinato soggetto. Ogni strumento è dedicato ad una particolare attività cognitiva ed è formato da un insieme di schede poste in ordine di difficoltà crescente. L’insieme di tutti gli strumenti viene denominato “Programma di arricchimento strumentale” P.A.S (Pas Standard e Pas Basic). 

Presso il Centro Geode è possibile:

Basic 1

Gli strumenti del Basic I livello sono composti da diverse schede da compilare attraverso un lavoro di carta-matitia. Ogni scheda è in ordine crescente di difficoltà che sviluppano livelli superiori di funzionamento cognitivo.

  1. Organizzazione di punti
    Il bambino è invitato a unire dei punti in base alle informazioni date dal modello iniziale. Da semplici linee parallele si giunge alla composizione di forme geometriche complesse, sovrapposte e ruotate nello spazio. Man mano che aumenta il livello di complessità, il bambino dovrà mettere in atto strategie di pianificazione anticipata, organizzare più informazioni, controllare l’impulsività, ricercare ordine e precisione e sviluppare altre funzioni cognitive contemplate nella fase di input e di elaborazione.
  2. Orientamento spaziale
    Le schede propongono disegni che rappresentano situazioni quotidiane di complessità crescente; i bambini sono invitati a individuare e nominare la posizione spaziale di forme geometriche e oggetti specificando il parametro di rifermento. Successivamente si prevede una fase grafica in cui è chiesto di disegnare oggetti secondo precise consegne verbali sempre più articolate e complesse. Lo strumento sviluppa un vocabolario specifico ricco di termini spaziali: dentro/fuori, sotto/sopra.
  3. Dall’unità al gruppo
    Strumento che lavora sui concetti di numero, gruppo come unità. Il bambino forma dei gruppi secondo consegne che riguardano la costituzione del gruppo in base al colore, alla forma, alla quantità. Le consegne prevedono combinazioni diverse e con elementi sempre più numerosi al fine di sviluppare le operazioni mentali soprattutto relative al contare e ai processi sommativi.
  4. Identifica l’emozione
    Strumento costituito da quattro disegni raffiguranti diverse situazioni e da una fotografia iniziale che rappresenta una delle emozioni di base. Il bambino è chiamato ad individuare la situazione pertinente con l’emozione rappresentata e descrivere le altre vignette in base a delle precise consegne riportate su ogni scheda. Questa attività richiede capacità di seriazione, di cogliere sfumature emozionali, di motivare la scelta della vignetta appropriata attraverso un ragionamento che contempli la relazione tra stato emotivo e la causa che può averlo prodotto.
  5. Dall’empatia all’azione
    Il bambino individua uno determinato stato affettivo rappresentato nella scheda. Tra le quattro immagini presentate dovrà scegliere quella con la soluzione più appropriata al problema individuato. Le attività richiedono capacità di comprensione empatica nella relazione con gli altri.
  6. Confronta e scopri l’assurdo A e B
    Obiettivo di questo strumento è aiutare il bambino a sviluppare un comportamento comparativo, comprendere il paradosso e le ragioni dell’incongruenza rappresentata. Il mediatore aiuta il bambino a cogliere aspetti congruenti, osservare i dettagli, confrontare vari aspetti (veloce/lento, giovane/anziano, forte/debole…), a procedere in modo sistematico nel confronto fino ad arrivare a cogliere l’assurdità e motivarla. Si attivano funzioni cognitive superiori quali: la capacità di formulare ipotesi, analizzare le informazioni, motivare le risposte.
  7. Apprendimento dell’attenzione in tre modalità
    Questo strumento prevede nel seguente ordine la modalità tattile di diverse forme, grafica (disegno)e infine visiva. Il bambino pone le mani all’interno di una scatola, il mediatore gli offre una forma da esplorare con il tatto secondo una precisa consegna che prevede, in particolare, l’utilizzo della prensione pollice-indice. In seguito il bambino é inviato a disegnare la forma toccata e riconosciuta tra altre forme simili rappresentate all’interno di una pagina. Lo strumento aiuta a sviluppare una percezione ordinata degli oggetti, un’esplorazione accurata in cui i dettagli sono organizzati e riconosciuti, un controllo dell’impulsività. Queste capacità prevengono varie difficoltà che caratterizzano alcune situazioni di difficoltà di apprendimento.

Pas Standard

PAS Standard, utilizzato per i bambini dagli 8 anni, è composto da 500 schede (esercizi carta-matita) suddivise in 14 Strumenti, il cui obiettivo è quello di sviluppare i processi di pensiero dell’individuo, rendendolo capace di selezionare e rispondere in modo attivo e personale agli stimoli ambientali, aumentando soprattutto la sua capacità di anticipare mentalmente le azioni ed il loro possibile esito (pensare prima di agire, progettare interventi complessi).

Ogni Strumento ha un contenuto diverso da quelli tipici delle materie scolastiche; contenuto che non ha importanza in sé, ma in quanto veicolo di situazioni problematiche atte a mettere in gioco, di volta in volta, gruppi di funzioni cognitive differenti.

Ciò consente all’allievo di sperimentare un’ampia gamma di operazioni mentali e al mediatore di poterne osservare efficacia e carenze, in modo da compiere una scelta oculata degli Strumenti e delle schede da proporre in seguito.

La finalità essenziale del lavoro non è l’ampliamento dell’insieme delle conoscenze del ragazzo, ma del repertorio degli strumenti per conoscere, oltre al consolidamento delle abitudini cognitive migliori ( osservare con attenzione, individuare gli obiettivi, abbandonare l’impulsività nel raccogliere i dati e nel fornire le risposte, fare ipotesi anziché procedere per prove ed errori, ecc.).

Riteniamo che questo metodo pedagogico finalizzato al potenziamento delle competenze cognitive dei ragazzi possa essere un valido supporto per:

  • l’acquisizione di un metodo di studio;
  • per lo sviluppo di strategie cognitive efficaci;
  • per il superamento alcune carenze cognitive presso presenti nei ragazzi (bambini /ragazzi con difficoltà scolastiche, bambini /ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento – dislessia, discalculia etc.).
Cosa sono i disturbi specifici apprendimento

Bambini e bambine con disturbi dell’apprendimento sono spesso ed erroneamente considerati svogliati e giudicati poco interessati alla scuola o con problematiche di tipo relazionale. “dovrebbe impegnarsi di più, non ha voglia, non è interessato…”.  In realtà hanno bisogno di aiuto per comprendere cosa succede loro e essere aiutati a comprendere come fare ciò che viene loro richiesto in ambiente scolastico.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, indicati con l’acronimo DSA, sono disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, come la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo ed interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana dei ragazzi. Vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal soggetto in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione, e al livello di intelligenza.

La diagnosi di DSA può essere fatta verso la conclusione del 2° anno di scuola primaria dopo alcuni mesi di training. Prima di questa età è possibile cogliere alcune fragilità che però non possono essere soggette a diagnosi.

Le difficoltà più comuni che indicano il sospetto di DSA e che necessitano di un approfondimento, si presentano quando il bambino:

  • legge in modo poco fluente;
  • legge commettendo errori;
  • sembra non ricordare o non comprendere quello che legge;
  • scrive con grafia poco comprensibile;
  • scrive con errori di ortografia che riguardano lettere sostituite, omesse o invertite;
  • ha difficoltà a imparare tabelline e ad eseguire, con rapidità e correttezza sufficienti, calcoli mentali e scritti;
  • ha difficoltà ad imparare le informazioni in sequenza (per es. giorni della settimana, mesi);
  • si distrae facilmente;
  • ha difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione sul compito scolastico;
  • rifiuta di leggere o scrivere;
  • disturba i compagni durante la lezione.

I disturbi specifici dell’apprendimento sono

  • Dislessia
  • Disortografia
  • Disgrafia
  • DIscalculia

Dislessia

Che cos’è la dislessia?

La dislessia è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).

Come si manifesta?

La sua principale manifestazione è la difficoltà a leggere velocemente e correttamente ad alta voce.

Come nascono le difficoltà?

Per il bambino dislessico, la lettura non è un meccanismo automatico: è necessario un impiego di risorse e un notevole dispendio di energie. Le difficoltà non derivano quindi da insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali.
Le vere difficoltà nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, perchè spesso passano per pigri o addirittura per “stupidi”. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro intelligenza del tutto normale, invece, consentirebbe.

Quando si possono fare le diagnosi per la dislessia?

Durante la scuola dell’infanzia, è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti.
In prima elementare, se alcuni/e bambini/e manifestano difficoltà nell’imparare a leggere, è opportuno dare un aiuto senza colpevolizzazione.
La diagnosi di dislessia viene fatta solo durante la seconda o la terza classe della scuola primaria.

Disortografia

Che cos’è la disortografia? 

La disortografia è un disturbo specifico della scrittura: la difficoltà del bambino di scrivere in modo corretto le parole, secondo le regole ortografiche della scrittura. 

Come si manifesta la disortografia?

I bambini disortografici fanno molti errori nel passaggio dal linguaggio orale al linguaggio scritto. Si tratta di omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia). 
Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, l’impostazione invertita, il gesto è scarsamente fluido, i legami tra le lettere risultano scorretti. Tutto ciò rende spesso la scrittura incomprensibile al bambino stesso, il quale non può quindi neanche individuare e correggere eventuali errori ortografici. 

Disgrafia

Che cos’è la disgrafia?

La disgrafia è un disturbo del ritmo neuromotorio della scrittura (differente dalla calligrafia), non sempre dipendente da altri disturbi specifici dell’apprendimento. Indica la difficoltà dei bambini di scrivere con un movimento fino-motorio fluido e corretto, di orientarsi sul foglio, di rispettare i margini del foglio. I bambini spesso lasciano spazi irregolari fra le lettere o le parole, non scrivono sulla riga, premono troppo o troppo poco sul foglio, scrivono lettere poco comprensibili.

Discalculia

Che cos’è la discalculia?

La discalculia può essere definito come un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche del bambino. 

Come si manifesta?

La caratteristica principale è una capacità di calcolo inferiore alla media delle abilità richieste ai coetanei. I bambini discalculici possono inoltre avere difficoltà nel leggere e/o scrivere i numeri, nel memorizzare le tabelline, nel ricordarsi le procedure del calcolo scritto (incolonnamento, riporto, prestito, ecc.). 

Il disturbo del calcolo può presentarsi associato a dislessia e ad altri disturbi dell’apprendimento, ma non ne è l’effetto.

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