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Buona Pasqua da Centro Geode

Informiamo che durante le festività continueranno le terapie precedentemente concordate.

Per qualsiasi informazione o richiesta potete lasciare un messaggio al numero: 035.19912410 oppure scrivere a infogeode@aeper.it

Laboratorio di Psicomotricità per Bimbi 0-12 Mesi!

Un momento speciale per rafforzare il legame genitore-bambino attraverso il movimento, il gioco e dolci stimoli sensoriali. 💕

🗓 Quando: 4 -11 APRILE 2025 dalle 10.00 alle 11.00.

📍Dove: presso Centro Geode.

👩‍👦 Per chi: Neonati da 0 a 12 mesi, accompagnati da un genitore.

🌼 In uno spazio accogliente e sicuro, ci concentreremo su:

– Scoperte sensoriali.🖐️✨

– Movimento e sviluppo motorio.👣

– Spiegazione delle principali tappe dello sviluppo neuropsicomotorio nei primi mesi di vita. 🧠🤝

– Momenti di condivisione, relazione, e riflessioni sull’incontro.🤱

Il laboratorio sarà condotto dalla Dott.ssa Fiori Marta – Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’età evolutiva.

Clicca per il volantino:

📩 Iscriviti ora!

Per info e iscrizioni:

📞035.19912410

📧 infogeode@aeper.it

Ti aspettiamo!

Valutazione logopedica

I ritardi e i difetti del linguaggio, le difficoltà della pronuncia e dell’apprendimento sono una condizione frequente nell’età prescolare e si manifestano con quadri clinici molto diversi tra loro. Se si riscontra un ritardo nello sviluppo del linguaggio del proprio bambino/a è importante parlarne con il proprio pediatra, che potrà consigliare una valutazione logopedica.

Centro Geode offre la possibilità di effettuare tale valutazione definendo il piano di intervento più opportuno.

Per poter conoscere il bambino e la patologia del linguaggio che lo riguarda, è indispensabile svolgere una valutazione logopedica mirata e approfondita della problematica che si presenta.

Il logopedista esamina le capacità conversazionali del bambino e le sue capacità di esprimersi attraverso il linguaggio tramite prove e colloqui allo scopo di individuare i suoi punti deboli e i suoi punti di forza.

La valutazione logopedica comprende un primo colloquio con i genitori per raccogliere informazioni sullo sviluppo comunicativo e linguistico del bambino e sulle sue modalità comunicative con una breve osservazione e la compilazione della sua cartella. La valutazione del linguaggio avviene sempre in contesti ludici con somministrazione di test standardizzati che permettono di comprendere l’esistenza di un ritardo e la sua entità.

Si potrà così definire il deficit di linguaggio, e si potrà avviare un percorso di trattamento per quanto riguarda il disturbo specifico se individuato (esempio deficit fonologico, semantico, pragmatico, ecc.).

Per maggiori informazioni sulla valutazione logopedica CLICCA QUI.

Se vuoi contattarci CLICCA QUI.

Adolescenti, tra cambiamenti e legami

Quello degli adolescenti è sicuramente il periodo della vita caratterizzato dai maggiori cambiamenti, fisici e psichici. Un’intensa evoluzione che modifica il sistema di valori, porta ad una ristrutturazione delle relazioni con le figure significative di riferimento, fino al debutto nella società, dove l’adolescente definirà il proprio ruolo e posto nel mondo.

Quali sono le espressioni che caratterizzano questa fragile età?

Fatico ad uscire dalla mia stanza e ho lasciato la scuola già da qualche tempo.
Sono sempre fuori casa, seguo solo le mie regole, non voglio limiti.
Non so cosa sento, non riesco a capire le mie emozioni.
Il futuro non esiste, è troppo spaventoso e lontano per immaginarlo.
Non ho bisogno di nessuno, ma vorrei che qualcuno mi vedesse.

Kaleido, laboratorio di scrittura autobiografica.

La “crisi adolescenziale”

La “crisi adolescenziale” è considerata come la risposta alla pubertà. Essa si esprime nel processo attraverso cui l’adolescente struttura e declina nel suo mondo interno tutte le potenzialità, fisiche e mentali dei cambiamenti innescati. Cambiamenti imponenti e profondi che rappresentano un notevole carico psichico, spesso faticoso da sostenere.

A differenza del passato, però, oggi tutte queste sfide gravano sulle spalle del singolo individuo, che sin dall’infanzia si sente caricato di aspettative sul suo essere speciale e unico, che già in questa età devono essere realizzate.

E i legami rappresentano il banco di prova! La possibilità di esperire relazioni inedite rispetto all’infanzia e nei vari contesti di vita (famigliare, con i coetanei ed affettiva), nonché le modalità con cui l’adolescente affronta questi turbamenti ed elabora le proprie fragilità, identificano l’andamento del processo evolutivo.

I legami: il luogo di incontro-scontro degli adolescenti

È il legame il luogo di incontro-scontro con l’altro, in cui l’adolescente si sperimenta in nuove dimensioni emotive. I luogo dove si creano relazioni di sostegno, ma anche dove, quando l’altro disapprova o ferisce, possono insorgere le proprie insicurezze.
E l’avvicendarsi di tali cambiamenti destabilizza profondamente. Il timore di non essere all’altezza e di ricevere dall’altro uno sguardo diverso dall’approvazione di cui si necessita suscitano vissuti, del registro narcisistico, quali vergogna e umiliazione, ma anche rabbia ed invidia.
Gli adolescenti paiono essere travolti da un turbinio che improvvisamente rivela ciò che nell’infanzia era rimasto sopito. D’un tratto tutto viene portato alla ribalta e richiede una buona dose di contenimento e sicurezza per poter essere affrontato ed elaborato.
Chi non ha la forza e la sicurezza interiore per poter sostenere queste sfide rischia di interrompere il processo evolutivo. E se le risorse interne dell’adolescente, bagaglio della fase infantile, congiuntamente al sostegno ambientale risultano insufficienti per contenere le tensioni, tutto ciò che è l’altro o il nuovo può essere vissuto come potenzialmente distruttivo per la propria integrità.

Ecco perché, per preservarsi da tutto ciò, l’adolescente ricerca il controllo su ciò che vive, tentando di influenzare, e talvolta distorcendo parti di sé o modi di stare con l’altro.

Nel momento in cui i dissidi e i turbamenti non solo destabilizzano l’individuo, ma lo bloccano o lo rallentano significativamente, diviene evidente quali siano i rischi:

  • i sogni si infrangono
  • le aspettative non sono più realizzabili e le paure prendono il sopravvento
  • i bisogni non possono essere dichiarati, perché se non soddisfatti distruggerebbero il Sé così fragile
  • ci si scontra con le barriere erette a propria difesa.

I sintomi e i bisogni che bisogna imparare ad ascoltare

Indipendentemente dalle modalità difensive adottate diviene evidente quel trattenere il respiro, restare in apnea sott’acqua in attesa di un segnale.
Di certo l’ascolto ed il riconoscimento sono qualcosa che manca: manca tra i pari, manca con gli adulti e manca dentro di sé. Le difficoltà, insite in questa fase di vita, necessiterebbero di essere accolte, ascoltate, invece che sminuite e respinte. Il tumulto dei vissuti dell’adolescente sembra quindi necessitare di un luogo, anche metaforico, di accoglienza e di non giudizio. Ovviamente l’ambiente familiare costituisce il primo di questi luoghi. Ma di fondamentale importanza, soprattutto in adolescenza, divengono anche le relazioni con i pari e tutti quegli ambiti dove si fa esperienza dell’altro come figura di identificazione.

Cosa significa “ascoltare un adolescente?”

Entrare in contatto con una persona nella fase del suo maggior cambiamento è un’esperienza intensa, nella quale è possibile cogliere le contraddizioni e le polarità tipiche di questa fase e saggiarne l’intensità. Si distinguono le spinte di indipendenza ed il bisogno di accudimento e gli impulsi a “fare da soli” disinteressandosi delle conseguenze. Si percepiscono le fragilità connesse al caos emotivo e la necessità di essere accettati dagli altri, oltre che accettarsi nei cambiamenti che si stanno attraversando.
Accedere ad un mondo tanto lontano da quello adulto è un processo delicato che richiede uno sguardo curioso, sinceramente interessato e privo di giudizi. È necessario predisporre se stessi ai vissuti che si riattivano del proprio percorso personale ed ascoltare le parti di sé che entrano in connessione con l’altro. Accogliere ciò che l’adolescente porta senza soffermarsi sulle inevitabili strategie difensive che possono
apparire aggressive o disinteressate, in quanto queste altro non sono che la rappresentazione delle difficoltà esperite. E al tempo stesso la spinta vitale con la quale l’adolescente sta cercando di affrontare tali difficoltà, creandosi una strada, che purtroppo a volte può prendere la direzione sbagliata.

È possibile riconoscersi in alcune esperienze o vissuti e disconoscerne altri, ma in nessun caso l’adolescente potrà lasciare indifferenti.

Gli adolescenti in viaggio verso l’età adulta

Presso il Centro Diurno per Adolescenti Kaleido è possibile scorgere la complessità di questo mondo adolescenziale e di come l’opportunità di accedere ad uno spazio “sufficientemente buono” possa riattivare la fiducia nel dialogo con l’altro, a sostegno del percorso evolutivo di ciascuno.

I ragazzi e le ragazze che frequentano il centro diurno sono accomunanti da un blocco evolutivo che si declina diversamente sulla base della propria storia e della propria personalità.

Alcuni si ritirano dalle relazioni e dagli impegni della vita, quali la scuola e la socialità, come scelta di ribellione al malessere sperimentato. O come spinta al raggiungimento di obiettivi che, tuttavia, sono stati imposti loro da altri. Sembra essergli impossibile mettersi in gioco in quanto la possibilità di venire rifiutati o criticati mette eccessivamente a rischio la vulnerabile struttura di quell’adolescente.
Altri invece infrangono le regole, sino a mettersi in pericolo, per testare quei limiti che sentono stretti e per la difficoltà nel gestire i cambiamenti che stanno avvenendo dentro e fuori di loro.

La componente emotiva influenza notevolmente i vissuti e i comportamenti. Il tumulto di emozioni che i ragazzi vivono è spesso difficile da gestire e può mettere a rischio la buona riuscita del processo di crescita inducendo a comportamenti devianti. In alcuni casi le emozioni possono essere represse e disconosciute fino a negarne l’esistenza oppure disregolate perché eccessivamente esplosive ed intrusive per governarle.
Qualunque siano le difficoltà esperite, i ragazzi sono accomunati dall’impossibilità di riconoscersi ed elaborare la propria storia e i cambiamenti in atto. L’essere protagonisti nella propria vita, novità imposta dalla fase adolescenziale, destabilizza notevolmente questi ragazzi e gli equilibri precedentemente formati, ponendo su essi un carico che spesso viene vissuto come eccessivo.

Stralci di adolescenza osservata

Nell’esperienza di tirocinio svolta presso Kaleido ho avuto la possibilità tangibile di osservare le sfumature che possono caratterizzare questo percorso di crescita.
Nel relazionarmi con i ragazzi mi sono identificata con alcune loro parti: ho condiviso le fatiche del dolore che pervade e della confusione che ne impedisce la comprensione.
Ho preso parte alla lotta in atto contro il mondo che spesso muta in una lotta contro sè stessi.
Ho visto le cicatrici delle ferite subite e l’angoscia per quelle che potrebbero venire.
Ho visto la luce della speranza, quando si riaccende prima negli occhi e poi nelle parole. L’ho vista risplendere e affievolirsi in mutamenti repentini, ma fortunatamente mai spegnersi.
Ho capito come la condivisione non avvenga solamente mediante parole dette, ma anche attraverso piccoli gesti che spesso non siamo allenati a cogliere. Per quanto infatti sia per gli adolescenti difficile rivelarsi, essi hanno le capacità e la volontà di farlo, benché di frequente con modalità diverse da quelle attese. Riescono a raccontarsi ed esprimere la loro fragilità spesso con i gesti, qualche volta con disegni, i colori e a volte con le parole.

Stralci di adolescenza raccontata

Parole che anche per i ragazzi di Kaleido sono state mezzo di espressione di parti del loro vissuto.

  • Hanno scritto di quanto la vita sia: “tutto un casino, ma possa esser un gran bel casino”.
  • Delle ferite che la solitudine provoca: “Alle elementari non conoscevo la solitudine. Ma dalle medie in poi è stato… come dire un po’ una grossa spina nel fianco perché non conoscevo nessuno e anche se mi conoscevano naturalmente, loro mi facevano sentire diverso… troppo diverso.”
  • Hanno rivelato la complessità del processo di interiorizzazione della propria storia: “Vorrei fare un’ultima riflessione. Non parlo mai del mio passato perché mi da un po’ disagio, soprattutto dolore… un’altra cosa che avrei voluto non esistesse”.
  • Hanno raccontato di quanto sia difficile sperimentare ed elaborare le proprie emozioni: “Le regine delle cose delle quali farei a meno sono, naturalmente, le emozioni. Sì avete capito bene: quelle cose strane che fanno comportare le persone in modi irrazionali seppur prevedibili”
    “Mi ricordo la rabbia nel sentirmi fuori luogo.”
    “In questi anni la persona più cattiva sono stata io, mi sono rifiutata come fossi uno sbaglio, mi sono sminuita fino a dubitare del mio valore. Vorrei poterla azzerare per poter respirare. Condanno la mia cattiveria per essere ingiusta e crudele”.
  • Hanno dichiarato il bisogno profondo di sentirsi accolti e ascoltati: “Mi ricordo il momento in cui ho cominciato a fidarmi.”
    “Mi ricordo gli abbracci, di cui ora sono probabilmente dipendente”.

Ed è solo in quel possibile spazio di incontro con l’altro dove, attraverso l’ascolto sincero, la condivisione, il confronto e non unicamente il conflitto, è possibile far accrescere le speranze, elaborare le paure e realizzare il percorso evolutivo.

“Mi ricordo e mi ricorderò sempre di questo pezzo della mia vita che ho passato a Kaleido”.
Laura Marchesi, coordinatrice Centro Diurno Kaleido, psicologa-psicoterapeuta
Vanessa Scarpello, operatore Centro Diurno, psicologa

Valutazione Neuropsicomotoria

La terapia neuropsicomotoria individuale è utile quando si verificano blocchi o rallentamenti nel processo di maturazione dei bambini: disturbi dell’espressività motoria, ritardi dello sviluppo psicomotorio, ritardi cognitivi, disturbi e ritardi del linguaggio, difficoltà relazionali (chiusure, aggressività o inibizione), difficoltà comportamentali.

Il percorso terapeutico incomincia con una  VALUTAZIONE NEUROPSICOMOTORIA.

Viene fissato un primo colloquio tra i genitori e il terapista in cui viene raccolta l’anamnesi famigliare e del bambino e in cui i genitori raccontano il loro vissuto e le problematiche emerse che li spingono alla ricerca di un trattamento neuro psicomotorio.

Dopo questo colloquio conoscitivo, si fissano alcuni incontri con il bambino di osservazione.
L’osservazione nella sua globalità deve evidenziare la capacità e il potenziale del bambino nello stabilire un rapporto con l’altro; eventuali interessi e desideri;  come si muove ed agisce; se e come comunica utilizzando i mezzi che ha a disposizione… Vengono poi somministrati dei test specifici in relazione all’ età del bambino e alle sue difficoltà.

Al termine degli incontri viene fissato un colloquio di restituzione con i genitori nel quale il terapista racconta ciò che emerso durante le sedute valutative e viene rilasciata una relazione scritta.

Infine viene  proposto e spiegato il progetto riabilitativo individuale e personalizzato di trattamento, che deve necessariamente essere compreso e condiviso dai genitori.

Il percorso di valutazione neuropsicomotoria si svolge in uno spazio adeguato che favorisce gli aspetti creativi, espressivi e la formazione del pensiero del bambino.

BUONE FESTE DA CENTRO GEODE

Informiamo che durante le festività continueranno le terapie precedentemente concordate.

Per qualsiasi informazione o richiesta potete lasciare un messaggio al numero: 035.19912410 oppure scrivere a infogeode@aeper.it

Cantieri Educativi: link LUNEDI’ 13 MAGGIO 2024

Lunedì 13 maggio 2024, ORE 20,45: Stefano Benzoni “Il conflitto nella crescita”

Secondo incontro con le serate di formazioni dei Cantieri Educativi, “L’età del conflitto Adolescenza in Guerra.” In questa serata avremo la possibilità di ascoltare Stefano Benzoni, medico neuropsichiatra e psicoterapeuta che dialogherà con genitori e operatori sugli sviluppi fisiologici e patologici della conflittualità nell’adolescenza.

L’incontro avrà inizio alle 20,45 e si concluderà alle 22,30.

Vi ricordiamo che sarà possibile formulare riflessioni e domande nella chat dedicata alla diretta in streaming per contribuire al dibattito e confronto.

Ecco il link per accedere alla diretta: https://www.youtube.com/watch?v=y4Wdcqe6F5g

Cantieri Educativi: link LUNEDI’ 27 MAGGIO 2024

Lunedì 27 maggio ORE 20.45: Miguel Benasayag: “Il conflitto nella società. Quale presente e quale futuro per gli adolescenti?”

Terzo e ultimo incontro di questa edizione dei Cantieri Educativi, “L’età del conflitto Adolescenza in Guerra.” In questa serata avremo la possibilità di ascoltare Miguel Benasayag, psicanalista e filosofo che analizzerà le forme che il conflitto dell’adolescenza può assumere nello scenario contemporaneo.

L’incontro avrà inizio alle 20,45 e si concluderà alle 22,30.

Vi ricordiamo che sarà possibile formulare riflessioni e domande nella chat dedicata alla diretta in streaming per contribuire al dibattito e confronto.

Ecco il link per accedere alla diretta: https://www.youtube.com/live/8YQ4iMWy19I?si=Rvlxh0KwqPhfs0T6

Cantieri Educativi: link LUNEDI’ 29 APRILE 2024

Lunedì 29 aprile 2024, ORE 20,45: Roi Silberberg e Giuliano Battiston: “Adolescenti in guerra”

Primo incontro con le serate di formazioni dei Cantieri Educativi, “L’età del conflitto Adolescenza in Guerra.” In questa serata avremo la possibilità di ascoltare alcuni riflessioni di Roi Silberberg e Giuliano Battiston. Un giornalista di guerra e un responsabile della scuola della pace in Israele ci raccontano l’esperienza degli adolescenti nei territori di guerra.

L’incontro avrà inizio alle 20,45 e si concluderà alle 22,30.

Vi ricordiamo che sarà possibile formulare riflessioni e domande nella chat dedicata alla diretta in streaming per contribuire al dibattito e confronto.

Ecco il link per accedere alla diretta: https://www.youtube.com/live/993ZAAIgKKY?si=zTN9Or5eWbQl3Bwc

L’ETA’ DEL CONFLITTO: ADOLESCENTI IN GUERRA – Cantieri educativi 2024

Anche quest’anno ritorna l’invito a partecipare alla proposta dei Cantieri Educativi organizzata da Centro Geode. Un’opportunità qualificata di confronto e di dibattito sul tema dell’adolescenza: L’età del conflitto. Adolescenti in guerra.

In questa edizione approfondiremo il tema del conflitto inteso sia come tappa evolutiva dell’adolescenza, sia come dinamica sociale e lo esploreremo nella sua dimensione fisiologica di spinta al cambiamento e nella sua forma patologica che può sfociare nella violenza e nella guerra.

Attorno a questi temi ci confronteremo attraverso il dialogo con psicologi, neuropsichiatri, filosofi, costruttori di pace, sociologi, giornalisti che hanno esperienza nel campo.

Destinatari degli incontri saranno genitori, educatori e tutte le persone interessate a comprendere più a fondo le sfide del conflitto nelle sue molteplici espressioni.

Di seguito le date degli incontri:

>>>29 aprile – Roi Silberberg e Giuliano Battiston – Adolescenti in guerra

Un giornalista di guerra e un responsabile della scuola della pace in Israele ci raccontano l’esperienza degli adolescenti nei territori di guerra.

>>>13 maggio- Stefano BenzoniIl conflitto nella crescita.

Un medico neuropsichiatra e psicoterapeuta dialoga con genitori e operatori sugli sviluppi fisiologici e patologici della conflittualità nell’adolescenza.

>>>27 maggio – Miguel Benasayag – Il conflitto nella società. Quale presente e quale futuro per gli adolescenti?

Uno psicanalista e filosofo analizza le forme che il conflitto dell’adolescenza può assumere nello scenario contemporaneo.

Gli incontri si svolgeranno online
dalle 20,45 alle 22,30 e il link verrà inviato in seguito all’iscrizione al modulo online.


Per l’iscrizione clicca sul seguente link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf6-ExDUN6FDDFJG4yPfV6BxtRmmwDkyGuipukZPYBOVgVAyQ/viewform

Scarica qui la brochure: